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Geninasca attraverso la storia personale che coinvolge anche il padre fondatore della semiotica generativa, Greimas, racconta in che modo è nata una delle teorie semiotiche più conosciute, ossia il "quadrato semiotico" e al contempo ne rivela il proprio distacco. Distacco non solo dall'idea di base di Greimas ma anche e soprattutto dalle interpretazioni successive che ne sono state fatte. Successivamente Geninasca, non nascondendo la propensione verso un approccio interdisciplinare, espone la propria teoria modulare alla cui base vi è il concetto che il tutto precede le parti, ossia che è possibile identificare dei moduli universali facilmente riconoscibili da tutte le culture dai quali è poi possibile estrapolare le singole specificità .
Allo stesso tempo oppone alla tesi greimasiana della struttura, alla base di ogni processo enunciativo, la propria concezione dei moduli dotati di senso, moduli come come base iniziale attraverso la quale si arriva a formare una totalità coerente finale.
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